Che piacere leggere che ci si sta poco pe volta interessando a questa prova!

Complimenti a chi è senza confini.

Da vero apneista!... una volta avremmo detto: "No Limits"

Intervngo anche per fare un paio di considerazioni:
1. costruire una pietra , per quel che ho capito non è cosa semplice. Ogni apneista dovrebbe avere la sua, per forma e peso. Comunque sia girando per musei a Kalimnos e soprattutto l'esperienza dello scorso anno in Grecia e quella di quest'anno a Marettimo mi hanno insegnato che non ci si improvvisa sul taglio di una skandalopetra se questa ha la pretesa di fare bene il suo lavoro.
Le pietre Italiane di MAretimo erano veramente una catastrofe rispetto a quella Greca portata da Nikolas.....
Si tratta di centro di massa, di posizionamento delle mani, di corporatuta dell'apneista. L'ideale come ha mostrato Trikilis a Marettimo portando con se una pietra dalla Grecia è che il centro di massa sia spostato il più possibile verso il basso, nella parte distale della pietra ovvero dalla parte opposta rispetto al corpo. Da qui la forma a pera.
La forma poi deve essere tale da facilitare le manovre che permettono di utilizzarla come alettone e quindi con proprietà indrodinamiche vere e proprie.
Il peso non è fisso. In grecia abbiamo usato pietre di forme e peso diversi: da 6 fino a 13 chilogrammi... dipende dal tuffatore e dalla sua corporatura
Ho letto da qualche parte la proposta di una skandalopetra fai da te in legno appesantita con piombo e sinceramente sono perplesso... nella storia è sempre stata utilizzata la pietra e forse c'è una ragione. La stessa bozza di regolamento che abbiamo presentato prevede che la Skandalopetra sia realizzata con pietra e senza zavorre aggiuntive.
2. Per Manu. sacrosanto quello che scrivi sui tuffi ma bisogna che siano contestualizzati. Li ci tuffavanmo da una piattaforma aout board a livello dell'acqua; in Grecia ci tuffavamo da una piattaforma che era rialzata dal piano dell'acqua di circa 40 cm.... Umberto, come si evince dal video si tuffa da una barca che credo sia almeno 1 metro e mezzo sopra il livello dell'acqua.
Capite che sono situazioni diverse che richiedono tecniche diverse.
Quello proposto da Nikolas è certamente il modo più efficace e propedeutico per chi non ha dimistichezza con i tuffi di testa.
Proprio in questi giorni sto scaricando i filmati tra cui quello di Umberto che ha partecipato alla gara. Pur non avendo provato nei giorni prima ma sapendo che l'obiettivo era arrivare più profondi possibili a fine corda.... ha interpretato tatticamente il tuffo proprio come proposto nei giorni precedenti da Nikolas! Grande campione come sempre capace di adattarsi alle situazioni nel modo migliore..... salvo poi avere un compagno che imbroglia la cima e non gli permette di arrivare a fine corsa.....
Saluti

Stefano